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  • Tiziana Marceddu

Ciao sono Tiziana e sono un’appassionata di cucina e pasticceria…

Sembra la classica frase che si dice quando ci si presenta agli alcolisti anonimi e in effetti non posso negare che questa sia la mia droga. Una droga sana e terapeutica oserei dire, che nel corso della mia vita ho coltivato con molteplici approcci.


Non saprei spiegare da dove nasca, i miei ricordi da bambina sono i profumi delle pietanze che cucinava mia nonna, della sua stanza dove teneva le conserve, i pomodori e il basilico essiccati. Mia mamma non era una grande cuoca ma si svegliava la mattina alle 6 per preparare le zippulas che mi portava a scuola all’ora della ricreazione per carnevale. Erano sempre un po’ bruciacchiate ma sono ancora il mio dolce preferito. Credo che mia mamma mi abbia trasmesso più che altro il rigore e il metodo che in seguito ho deciso di approfondire con degli studi scientifici. Dalla chimica alla pasticceria poi si sa, è un attimo. I miei primi passi da pasticciona li ho fatti passando ore a guardare Maurizio Santin al Gambero Rosso channel. Ero all’università, zero soldi ma avevo deciso di preparare a tutti i costi la sua versione dell’Opera.

Un disastro 😂😂😂

Da poco ho ritrovato in un vecchio sgabuzzino il reperto del quadro in compensato che mi ero costruita per realizzare il dolce, rivestendolo di pellicola ovviamente 🤦🏻‍♀️

Da allora? Quasi 10 anni da ricercatrice in una industria farmaceutica, alcuni corsi di cucina e pasticceria tra un figlio e l’altro, un licenziamento doloroso, il mio b&b Bentu Estu, una creatura in cui ho messo in gioco dal nulla la mia passione per le persone e per la cucina.

Una nuova esperienza professionale in una grossa azienda alimentare per la quale ho avuto il piacere di girare la Sardegna con un progetto di educazione alimentare e poi un progetto di ricettazione della cultura gastronomica della mia isola che è durato quasi due anni.




E ora? Sto vivendo il mio secondo anno zero professionale, con il mio bagaglio ventennale di studi e di esperienze, la mia piccola attività ricettiva che ha bisogno di tante cure ma mi dà tante soddisfazioni. E cosa farò da grande? Il mio personale Bentu Estu (Maestrale in lingua sarda) mi porta sempre tra i fornelli a mettere in pratica ciò che ho imparato, ma soprattutto a continuare un percorso di apprendimento. L’accoglienza ormai fa parte del mio DNA, perché non coniugarla con un tentativo di divulgazione umilissima delle ricette tradizionali sarde?

Nel mio percorso professionale ho avuto modo di verificare che, per ogni ricetta, esistono mille varianti che a volte funzionano, altre no. Esiste un modo per coniugare i gusti che ricordo da bambina con un rigore nella preparazione che mi appartiene e che mi porta a sperimentare e migliorare?

Non sono una Chef, né una pasticciera professionale ma questo percorso ho deciso di viverlo in un modo mio e di condividerlo con chi vorrà darmi fiducia, criticarmi, darmi consigli o semplicemente fare due chiacchiere con me su ciò che amo divulgare.

Ho recentemente avuto il piacere di essere accolta nel team delle “Cesarine”, un portale in cui la parola d’ordine è accoglienza e cucina del territorio.




Per iniziare? Un dolcetto semplicissimo che, visto il periodo, ho voluto declinare in chiave “San Valentino”.

Tradizionalmente un tortino monoporzione che viene scavato ricavando un cono. Il foro ottenuto viene bagnato con alchermes e riempito di crema. Il cono, a sua volta bagnato con alchermes, poggiato sopra in modo da ricordare il copricapo dei cardinali da cui il nome “Cardinales”. Nel mio caso ho preferito un cuore rosso semplicemente appoggiato sopra, anche perché si festeggiava il compleanno di mio figlio, esiste un amore più grande?

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