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Bentu estu ... come il giorno che ti ho incontrato !!

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Tiziana

Tiziana

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Quanti tipi di vacanze esistono? Quanti modi ci sono per conoscere la Sardegna? Ne ho visti tanti quest’estate. Ogni ospite ha un modo personalissimo di godersi le meritate ferie: dalla vacanza “on the road” a quella gourmet, da quella naturalistica a quella turistica in senso stretto. Aldilà di tediose polemiche sulla scelta di una villeggiatura in un villaggio o in una piccola struttura come la mia, mi piace però sottolineare che solo nel secondo caso si vive realmente a contatto con la realtà del luogo che si visita oltre ad avere l’impagabile vantaggio di poter personalizzare e scegliere come spendere il proprio tempo nonché di non dover subire dalla mattina alla sera balli, bagni e magnate di gruppo.

Ho chiesto ad alcuni dei miei ospiti di scrivere 2 righe sulla loro esperienza in Sardegna e oggi pubblicherò il primo reportage.

Mario e Chiara sono i protagonisti, giovani sposini…direi quasi in una seconda luna di miele. La loro vacanza è stata all’insegna del relax: mare, lunghe passeggiate sul bagnasciuga, qualche giornata di sosta in casa, poche uscite serali. Li ringrazio ancora per la loro simpatia ed educazione, per le belle parole soprattutto sincere (anche quando parlano della strada ove si trova Bentu Estu, uno dei miei talloni d’Achille di cui sono perfettamente a conoscenza purtroppo). Prima di lasciare a loro la parola mi preme dire che le foto di questo post sono di Chiara che è una bravissima fotografa professionista. Visitate il suo sito se vi va (http://www.chiaraphotoart.it/) e se vivete in Lombardia o in zone limitrofe non esitate a chiamarla per un servizio fotografico sul vostro matrimonio, sui vostri bimbi o qualsiasi evento speciale che volete imprimere per sempre nella vostra memoria. Da parte mia un grande in bocca al lupo per il tuo lavoro Chiara e adesso la parola a Voi:

 

“Che dire … è davvero difficile pensare di poter riassumere in poche righe la magia della nostra vacanza sarda trascorsa presso il B&B di Tiziana!

Personalmente credo che chiunque scelga di andare al mare su un’isola lo faccia perché in qualche modo sente che quell’isola è un po’ sua, non di tutto il mondo. La Sardegna è nel mio cuore e … un pezzetto del mio cuore è rimasto in Sardegna e vi resterà sempre. La Nostra isola.

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Fatta questa breve premessa, possiamo affermare che desideravamo un luogo tranquillo dove poterci ritemprare dalle fatiche del lavoro di un anno e ricaricarci per ricominciare alla grande. Ovviamente il posto avrebbe dovuto essere abbastanza vicino al mare e alle zone che a noi più interessavano: Cagliari, Villasimius, Costa Rei.

Bentu Estu è stato la risposta perfetta alle nostre esigenze! Certo, appena arrivati gli ultimi 50 metri di strada sterrata ci hanno fatto un po’ paura … La nostra auto non è esattamente un fuoristrada! Ma una volta entrati l’accoglienza della nostra ospite, il calore della stanza curata nel minimo dettaglio e lo stile di questa casa tutta bianca con vista sul mare ci hanno fatto superare qualunque timore!

La nostra vacanza è stata abbastanza ripetitiva, all’insegna della vita da spiaggia, tuttavia non monotona! Ogni giorno, dopo una pantagruelica colazione che rimarrà nei miei ricordi più belli, ci recavamo in auto alla spiaggia di Costa Rei, la nostra preferita per la sua sabbia bianchissima e morbida come la seta. Qui trascorrevamo gran parte della giornata sguazzando nell’acqua … durante tutto l’inverno avevo sognato quel momento! Con una media di due ore di bagno la mattina, pranzo a base di frutta e yogurt, due ore di bagno il pomeriggio e relativo relax sotto l’ombrellone, non desideravamo altro!

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Di ritorno la sera Tiziana ci lasciava sempre qualche dolcino sul tavolo della colazione e noi..gnam gnam … subito una mini merenda prima di fare la doccia!

La serata trascorreva nella tranquillità del giardinetto dopo aver cucinato una bella pastasciutta. Ad una certa ora decidevamo di salire in camera dove l’aria condizionata ci faceva un gran piacere! Dopo aver guardato un po’ di televisione si spegneva la luce e ci si lasciava cullare dal dolce pensiero che il giorno dopo ci sarebbe stato ancora il caldo del sole e il blu del mare a riempire i nostri occhi.

Erano davvero piacevoli ed interessanti i momenti in cui chiacchieravamo con Tiziana la mattina a colazione. Sempre disposta a raccontare com’è la vita in Sardegna, ci ha fatto scoprire tanti lati belli ma anche la realtà difficile che questa regione stupenda sta vivendo.

Anche questi racconti sono entrati nel mio cuore e hanno reso la mia vacanza più sentita e vera perché non ero nel perfetto resort a quattro stelle separato dal resto del mondo, mi trovavo nella vera ed autentica Sardegna, la sentivo e la respiravo a pieni polmoni!

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Per questo tornerò appena possibile … non ne saremo mai sazi!"

 

 

 

Post 02 Settembre 2012

 

A volte la vita è così, come il mese di Settembre appena arrivato, pieno di promesse per il futuro ma carico di nostalgia per l’estate appena passata, per le vacanze finite e i bei momenti che l’hanno accompagnata. Tutto cambia e le nuove prospettive mi affascinano e mi danno una grande carica ma adoro anche il languore che mi provoca il rievocare certi momenti della mia vita.

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Ieri sera ho vissuto un momento molto intenso soprattutto perché i miei bambini per la prima volta hanno avuto un assaggio di queste sensazioni nel salutare un loro carissimo amichetto che per un anno si trasferirà con la mamma a Londra. Chi lo dice che i bimbi non sono in grado di capire certe situazioni? E’ vero forse che vivono per lo più in un mondo magico tutto loro ma esiste un ponte immaginario attraverso il quale filtrano le informazioni da quello vero e reale che noi tutti viviamo quotidianamente elaborandole a modo loro ovviamente.

Di sicuro il piccolo Mattia non si aspettava un saluto così caloroso dai suoi amichetti ormai di vecchia data e lo ha detto…eccome se lo ha detto mentre sfogliava emozionato il quaderno che gli avevano preparato con le letterine di saluto, i disegni che esprimono più di mille parole e le frasi storiche scritte a rievocare i bellissimi momenti passati insieme. Quelle frasi di cui solo loro sanno il significato nel loro linguaggio segreto e personalissimo.

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A dir la verità l’emozione è stata un po’ di tutti, grandi e piccini, perché noi mamme ci diamo tanto da fare per far avere ai nostri figli una intensa vita sociale, per far loro coltivare rapporti di amicizia con i loro coetanei, ma allo stesso tempo ci affezioniamo tra noi, ci conosciamo, ci confidiamo le nostre paure, esperienze, emozioni e alla fine quel sottile filo che lega i nostri bimbi lega anche noi.

Questo primo post settembrino è quindi dedicato a Sarah e Mattia che partono per una nuova avventura. A loro auguro che sia meravigliosa e piena di ricche esperienze e prospettive per il futuro. Spesso non è facile esprimere queste cose a voce, quindi, visto che non sono riuscita a farlo ieri sera, causa frequenti lucciconi agli occhi, lo faccio qui in quello che ormai è un piccolo diario della mia vita.

Per voi tutti invece, per farmi perdonare la lunga assenza una ricettina a tema che faccio solo in questa stagione di passaggio. Uno scrigno di dolcezza, un sapore veramente particolare da provare per una ricetta povera della tradizione toscana conosciuta lo scorso anno in una rivista in cui si parlava di un magnifico B&B toscano che adoro.

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Schiacciata con l’uva

 

Ingredienti:

25 g lievito di birra (va bene anche una bustina di quello liofilizzato)

600 g di farina

Acqua tiepida 160 g circa

2 cucchiai di olio evo

50 g di burro

200 g di zucchero

Semi di anice (io ho usato di finocchio)

Uva nera a piacere ( io uso solo la sultanina senza semi del mio papà :-) )

 

Sciogliere il levito in una parte di acqua e far riposare un pochino. Intanto preparare nella spianatoia o nell’impastatrice la farina, l’acqua, l’olio il burro e un pizzico di sale. Aggiungere il lievito con l’acqua e impastare bene fino ad ottenere un bel panetto morbido ed elastico (come quello del pane). A questo punto si dovrebbe far lievitare in un posto caldo per un’oretta ma io ho messo tutto in una ciotola con un po’ di farina, ho coperto con la pellicola e ho messo a lievitare in frigorifero per tutta la notte nella parte più bassa: la temperatura deve essere intorno ai 5 gradi. Quando il tutto è lievitato dividete l’impasto in due parti (io l’ho diviso in 3, mi sembrava troppo, la terza parte staziona in frigo in cerca di utilizzo). Stendete la prima parte come per fare la pizza e sistematelo su una teglia rivestita di carta forno. Sistemate dentro i chicchi d’uva lavati perfettamente e sgranati. Spolverateci sopra 2/3 dello zucchero e una manciatina di semi di finocchio tritati. Coprite con il secondo pezzo di pasta anch’esso ben steso e rigirate i bordi dei 2 dischi in modo che il tutto sia ben chiuso…come nelle torte di nonna papera :-D

A questo punto un’altra spolverata con lo zucchero restante, un’altra manciatina di chicchi d’uva per decorare e un filo di olio d’oliva. Cuocere in forno a 180 °C per 35-40 minuti. Da provare!

Post 23 Luglio 2012

 

Mai fatto Yoga in vita mia….ho degli amici che lo praticano ma in effetti, a parte qualche chiacchierata sporadica, non ho mai approfondito.

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Quando la mia amica Barbara, grande sportiva e insegnante di una miriade di discipline, mi ha chiesto di poter organizzare una serata a Bentu Estu ove i suoi allievi potessero praticare il Power Yoga ho accettato subito ma ovviamente non avevo la minima idea di cosa si sarebbe fatto.

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L’unica cosa che mi veniva in mente era la classica posizione con le gambe incrociate e le braccia sollevate mentre si dice “ oooooooohm”: mi riusciva difficile pensare che i ragazzi invitati avrebbero passato un’ora e mezza a fare questo. Comunque mi sono attivata per la parte che mi riguardava…ovvero la preparazione di un piccolo rinfresco “Apericena” per temprare le menti e i corpi dopo la pratica, ho fatto tosare il prato in modo che fosse bello corto, ho pulito le aiuole insomma ho reso l’ambiente più accogliente possibile per un’attività che solo lontanamente immaginavo avesse a che fare sia con il corpo che con la mente.

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Nel frattempo la mia amica Barbara ha invitato a tenere la lezione un suo collega che vive a Vicenza e che casualmente era qui in vacanza a Villasimius: Steve è arrivato con un po’ di anticipo rispetto agli altri, alto, sorridente, molto gentile e gradevole; mi ha subito chiesto “ pratichi anche tu?” …….”Eeeeeeemh no, in effetti no, sai non è mai capitatoooo, mmmmmhhhh tante cose da fareeee, i bambini, la famiglia, i lavori in casa bla bla bla…” Difficile spiegare a chi non mi conosce il mio complesso rapporto con le attività motorie…:-)

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Nel frattempo arriva la gente e mentre io faccio mentalmente yoga per far stare tutte le macchine (hihihihi il mio parcheggio non è grandissimo), tutti si sistemano sul prato desiderosi di cominciare. Discorso introduttivo di Steve che ho seguito a tratti mentre facevo circa un miliardo di foto. Concetto che mi ha colpito più di tutti: il Power Yoga non è competitivo, non c’è uno più bravo o uno meno bravo. Durante la pratica non si guardano gli altri, non ci si confronta con gli altri…..bellooooooooo!!!!!

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Lo farei solo per questo, anzi lo consiglierei solo per questo….a parte alcune situazioni in cui penso che una sana competizione possa aiutare, la società moderna è una sfida continua in ogni campo. Pur di arrivare a primeggiare si passa sopra tutto e tutti per cui ben venga una disciplina in cui questo non succede. Per il resto quel che ho capito è che, rispetto allo yoga tradizionale, il Power Yoga è una forma di meditazione in movimento: durante la pratica si eseguono una serie di posizioni sincronizzate con il respiro che è fondamentale. Durante il mantenimento di tali posture la concentrazione è essenziale e ciò aiuta non solo al benessere fisico ma soprattutto a quello mentale. Le posizioni e i movimenti fatti durante tale pratica sono molto eleganti e fluidi e alcuni nomi mi son rimasti impressi visto che son stati ripetuti più volte: guerriero, cane a faccia in giù, cane a faccia in su, camminare, la stessa sequenza si chiama “Saluto al Sole” e trovo sia molto suggestiva.

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Il tutto è durato quasi un’ora e mezza….wow….se pensate che alla fine fossero tutti freschi come una rosa vi sbagliate…sarà anche un esercizio mentale ma fisicamente il tutto è molto faticoso.

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Dopo la pratica e una rinfrescatina che decisamente ci voleva, tutti a mangiare e chiacchierare nella sala delle colazioni di Bentu Estu. La serata è volata così in un lampo come sempre succede quando una bella compagnia affiatata si incontra. Prossimo progetto Power Yoga e Scuola Italia in Vela. Un weekend in barca con sosta serale in spiaggia per praticare questa bellissima disciplina. Chi è interessato mi contatti.

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Post 20 Luglio 2012

 

 

In questo periodo sono abbastanza ispirata, l’unico problema è che non ho tempo per cui tutte le cose che mi bazzicano per la testa devono essere accantonate per tempi migliori. Per non dimenticare ho la scrivania piena di quaderni e quadernetti con schizzi e appunti che nell’ordine si dividono in :

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  1. lavoretti shabby o giù di lì: tutto ruota intorno alla mia insana passione per il recupero di ciò che la maggior parte della gente butterebbe nella spazzatura. Per lo più oggetti in legno dai più piccoli come cornicette o vassoietti, scatoline per arrivare a veri e propri mobili, porte, finestre che sono una vera ossessione.
  2. Giardino: ho un quaderno solo per lui con pagine e pagine di schizzi di aiuole, liste di piante che mi consigliano le mie amiche Tiziana e Delia di Furighedda Gardening. Non so se mai realizzerò questi progetti anche perché li cambio continuamente ma di sicuro uno dei miei “To do” del prossimo inverno è impostare e dare una fisionomia più armonica al mio amato giardino…che poi è uno dei motivi per cui ho comprato la casa in cui vivo. La parola d’ordine sarà rose rose rose…taaaantissime rose ovunque circondate da piante perenni…basta annuali che non durano niente…anche se qualche eccezione me la concederò ;-)
  3. Cucina: beh qui ragazzi…..i quaderni si sprecano…per non parlare delle fotocopie, dei giornali aperti ovunque, dei libri…sono letteralmente sepolta. Che sia la mia vera grande passione? Non saprei…ma di sicuro il materiale è tanto e quante cose vorrei fare…quanti ingredienti nelle mie dispense comprati per fare questo o quello e poi….aimè spesso accantonati per settimane. Il tempo non basta mai...cucino nelle ore più impensate e arrivo persino a sistemare il mio Kenwood in lavanderia con doppie e triple porte chiuse in modo da non disturbare la mia famiglia…penserete che sia un po’ matta vero?
  4. Progetti da realizzare, eventi da organizzare, i miei mercatini….la mia casa da rivoluzionare…in particolare il mio angolo studio lavoro…anche quello progetto invernale che non vedo l’ora di concretizzare.

Il tutto ovviamente attorniato dai fogli delle prenotazioni, dalle schede dei miei ospiti e tante altre piccole cosine che fanno parte della vita di tutti come la posta, le bollette etc.

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Bene in tutta questa confusione sono però riuscita a completare un piccolo lavoretto di cui sono abbastanza orgogliosa. Si tratta della testiera di un letto che ho realizzato per la casa al mare dei miei…più che casa al mare è la casa che affittano in estate. Questa casetta è stata acquistata recentemente e devo dire che, per quanto carina è un po’ impersonale…per cui….hihihihi ho deciso di cominciare a darle un po’ del mio tocco! Anche là??? Siiiii!!!

Per fortuna i miei mi lasciano fare ;-)

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La realizzazione è stata in alcune fasi semplice in altre meno. Purtroppo non ho potuto utilizzare assi di recupero perché avevamo un po’ di fretta per cui ci siamo accontentati di semplicissime perline acquistate a poco prezzo…penso che la spesa totale si sia aggirata intorno ai 12 euro ;-)

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Dopo essere state allisciate e trattate con l’antitarlo dal mio solerte paparino (non le avrei mai allisciate eheheheh) ho scelto 4 bei colori all’acqua dal mio armadio magico delle vernici: l’idea era di richiamare il mare e l’estate ma di dare anche un po’ di calore da cui la scelta del marrone che a mio parere si accosta benissimo agli altri. Una volta asciutti ho grattato un po’ con la carta vetrata sottilissima facendo spuntare di nuovo il legno negli spigoli e poi ho applicato la cera decorativa colorata per dare un aspetto invecchiato alle tavole. La cera è stata applicata con un pennello leggermente sporcato. Una volta asciutto ho passato un panno morbido per togliere l’eccesso fino ad ottenere l’effetto desiderato.

A questo punto è arrivato il bello: assemblare le tavole per poi tagliarle con la sagoma desiderata. Dopo aver perso circa una mattinata a incastrare le tavole fra loro abbinando casualmente i colori con mio padre al telefono che mi ripeteva che l’operazione era semplicissima e io che sudavo sotto il sole e non riuscivo a cavarne piede….finalmente….quasi al tramonto son riuscita a unirle tutte quante..non senza danni purtroppo. Ho disegnato la sagoma che volevo con la matita e ho fatto tagliare dal maritino che è un genio del seghetto alternativo.

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La mattina dopo ho diviso l’opera d’arte in 4 pezzi e l’ho caricata in macchina….complice una delle poche giornate libere del mese di Luglio…mi sono diretta in quel di Pula…a circa 60 km da casa..rassegnata a trascorrere la giornata a discutere con mio padre su come montare la testiera. In effetti abbiamo idee diverse su tutto a partire da come si fanno i buchi nel muro con il trapano per montare dei semplici listelli per arrivare alle rifiniture che io NON voglio mai fare e che lui farebbe ovunque con improbabili profili, listellini e chi più ne ha più ne metta. Insomma la lotta è stata dura, ad un certo punto ho anche dovuto far smontare tutto perché mi sembrava storto…non vi dico le occhiatacce . Comunque ce l’abbiamo fatta: se non siete con vostro padre come me ;-) montate in modo veramente easy la vostra testiera fissando al muro 3 file di listelli di legno fissando ognuno con almeno 3 tasselli…e vi prego non avvitate completamente il primo se non avete già infilato le viti negli altri 2…non entreranno mai…glielo dite voi a mio babbo?

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Fissate sui listelli le assi colorate con dei semplici chiodini senza testa, (per accertarvi che la prima sia dritta magari usate il filo a piombo ;-) incastrandole una all’altra ricreando il disegno originale. Alla fine rifinite il bordo superiore con carta vetrata e cera d’api bianca e infine…quando tutto vi sembra perfetto 2 belle mani di vernice satinata all’acqua trasparente e la beltà della vostra opera sarà immobilizzata per sempre J

Commento alla fine di mio padre: “ Bello, ma poco rifinito:ci vorrebbe qualche listellino per completare i bordi” Aiutoooooooooooo

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Voi che ne dite? Fatemi sapere…

 

Una settimana passa davvero in fretta!

Se penso che tante delle persone che sto ospitando in questi giorni avevano programmato le ferie diversi mesi fa….una lunghissima attesa per un piacere che scorre veloce come un treno in corsa, ma vissuto intensamente in ogni suo attimo. Per chi non conosce la Sardegna l’impatto immediato è un tuffo al cuore, soprattutto se vieni da una bellissima città come Parigi che però ha un piccolo difetto: piove da mesi e la temperatura fatica a superare i 15 gradi. Q U I N Z E ????? Scandisco io con occhi stralunati ed ecco che è tutto chiaro…..la meraviglia quando arrivano la sera (il volo Ryanair da Parigi atterra alle 11.30 sigh !) : il silenzio interrotto dal gracidare gioioso delle ranocchie e il cielo stellato è solo l’inizio.

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In genere chi viene da me cerca la pace, la natura, una spiaggia tranquilla e poco affollata, suggestive immersioni per apprezzare il fondale alla ricerca dei pesci. Questo desiderio è così forte che a volte si preferisce scarpinare lungo discese improbabili perché si è intravista una caletta dalla macchina e può succedere anche di farsi male lungo uno di questi tragitti e di finire all’ospedale il primo giorno di vacanza con un bel taglio al piede che vale 2 punti….ma pazienza..il giorno dopo si riparte, piede incellofanato per proteggere la ferita e via per una nuova avventura.

A volte ci sta anche la giornata in barca alla ricerca di luoghi deserti : Monsieur Le Capitain Franco Ricci conosce dei posti poco battuti dalle rotte abituali dei vacanzieri motoscafati. Dei luoghi dove ogni tanto un delfino fa capolino sulla prua della barca suscitando urletti entusiasti dell’equipaggio o dove al richiamo di pezzetti di mollica di pane branchi famelici di pesci occhialuti circondano la barca e allora giù tutti ammutinati a fare il bagno in mezzo a loro….che momenti indimenticabili!

I giorni scorrono velocissimi nonostante il caldo micidiale che ci rallenta tutti, quanti posti da vedere……., quanti venti in questa terra spazzata un po’ dallo Scirocco e un po’ dal Maestrale detto anche Bentu Estu che porta refrigerio ma che secca la pelle, i capelli e ci fa sentire più salati dopo una lunga nuotata.

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La settimana è passata: all’arrivo nel terrazzino della camera c’era un nido con 3 piccoli uccellini implumi, un debole pigolio richiamava la mamma sempre all’erta e pronta a rispondere ogni volta che qualcuno osava sostare là sotto. Ora i piccoli son quasi pronti a volare, ti osservano con occhi sgranati attraverso le fessure del nido e delle cannette che ricoprono la tettoia.

Il giorno dell’ultimo breakfast c’è una gran voglia di chiacchierare e di ricordare i momenti più salienti…non manca la richiesta di ricette ed eccomi allora a tradurre a una bella signora di Parigi come realizzare la Torta Caprese Bianca di Salvatore de Riso. Il momento tragico è la spiegazione di come incorporare l’impasto delle uova montate nella miscela di altri ingredienti facendo attenzione a non smontare il tutto……cerco nella mia testa come dire “ con movimenti dal basso verso l’alto” ma niente…non mi viene, ma ecco allora l’illuminazione “ Signora Lei fa i macaron? Il movimento è lo stesso di quando si fa il macaronage!!” Lei mi guarda sorridente ma forse pensa che sia un po’ matta…..penso proprio che non li faccia i macaron…forse perché può andare a comprarli nel negozio più famoso al mondo??

 

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Intanto ecco a voi la ricetta della famosa Torta in questione….anche nella versione in francese visto che l’ho maldestramente tradotta tiè!

 

Torta Caprese Bianca

 

Ingredienti:

5 uova

60 g zucchero

200 g farina di mandorle

120 g zucchero a velo

180 g cioccolato bianco

la buccia grattugiata di 3 limoni bio

50 g di fecola di patate

5 g lievito

100g olio di oliva

 

Montare le uova con 60 g di zucchero nel mixer per 20 minuti fino a far triplicare  il volume.

Miscelare in una ciotola la farina di mandorle, lo zucchero a velo, il cioccolato bianco tritato, la buccia dei limoni, la fecola di patate , il lievito e l'olio di oliva. Incorporare delicatamente il composto di uova e zucchero.

Mettere in una teglia ben imburrata di 22 cm di diametro.

Infornare a 200 °C per 5 minuti e a 160 °C per 45 minuti.

Lasciar raffreddare e spolverare con zucchero a velo prima di servire.

 

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Ingrédients:

5 oeufs
60 g de sucre
200 g d'amandes en poudre
120 g de sucre glace
180 g de chocolat blanc
le zeste râpé de 3 citrons bio
50 g de fécule de pomme de terre
5 g de levure en poudre
100g de l'huile d'olive

Fouetter les oeufs avec 60 g de sucre dans le mélangeur pendant 20 minutes jusqu'à ce que le triple du volume.
Mélangez dans un bol les amandes en poudre, le sucre à glacer, le chocolat blanc hachè, le zeste de citron haché, la fecule de pomme de terre, la levure et l'huile d'olive. Incorporer délicatement le mélange d'oeufs et sucre.
Placer dans un plat allant au four bien beurré de 22 cm de diamètre.
Cuire au four à 200 ° C pendant 5 minutes et à 160 ° C pendant 45 minutes.
Une fois refroidi, saupoudrer de sucre en poudre avant de servir.

 

Post 07 Luglio 2012

 

Da qualche giorno la sala delle colazioni di Bentu Estu ospita una piccola mostra di oggetti creati a mano da alcune artigiane e creative che mi hanno fatto l’onore di affidarmi alcune loro creazioni per proporle ai miei ospiti come souvenir della loro vacanza. Vorrei parlarvi un po’ di loro e oggi comincerò con Nura Crea.

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Non è facile parlare di lei quindi comincerò dall’inizio! Quando ho conosciuto Nura stavo organizzando il mercatino di Natale presso il Porto Turistico di Marina di Capitana, ogni giorno venivo contattata da innumerevoli creativi interessati a partecipare e la parola che risuonava nella mia testa era Fimo, Fimo, Fimo…..non avevo idea di cosa fosse…tutti lo usavano per le loro creazioni ma a me, permettete di dirlo, stava un po’ antipatico. Io cercavo legno, stoffa, carta, ferro arrugginito….avevo la mia idea in testa, il mio mercatino ideale…e tutti mi proponevano altro. Alla fine scelsi ciò che mi sembrava più indicato ma avevo ancora qualche posto disponibile e fu a quel punto che ricevetti la sua mail. Dopo aver visto le sue creazioni colsi subito la loro originalità e glielo dissi pure accettando la sua iscrizione.

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Non i soliti monili, per carità graziosissimi, ma una vera e propria Sardegna in miniatura interpretata con gusto, dolcezza e amore: il suo banchetto è popolato da donnine con i tipici costumi della tradizione riprodotti in ogni singolo dettaglio, le pieghe delle gonne vaporose, i pizzi e i ricami dei grembiuli, i meravigliosi gioielli. Le maschere dei Mamuthones, inquietanti e affascinanti allo stesso tempo, i ciondoli con la Dea Madre…e che dire delle meravigliose pecorelle o brebì come si dice nella nostra lingua….da sempre simboleggiano la nostra bellissima isola a volte purtroppo anche con una accezione negativa…La ricerca di tutti i costumi tipici dei vari paesi della Sardegna e lo studio della simbologia con le figure allegoriche o leggendarie che popolano la nostra storia viene fatta in modo certosino per essere poi plasmate e rivivere grazie alle sue mani.

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Da allora ho seguito con interesse ciò che fa: quel viso spigoloso sempre incorniciato da una cappuccetto di lana durante la stagione fredda, il suo fidanzato Di White sempre affianco a sostenerla. Ho scoperto che in lei convivono una giovane donna innamorata della sua terra e delle sue tradizioni e una ragazza agguerrita disposta a lottare per i suoi ideali. Lo dice lei stessa nel suo blog (http://nuracrea.blogspot.it/) : “In casa di Nura si Crea e si Protesta.... Si creano storie di Sardegna, quella Sardegna diversa, speciale, che va oltre un discutibile resort 4 stelle e delle discutibili analisi storico antropologiche... ...si Protesta attraverso le brebi's di Sardegna contro quell'indifferenza che ci ha portato dopo millenni ad accettare l'inaccettabile e dimenticarci ciò che siamo”

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A casa di Nura si crea in silenzio ma qualche volta il silenzio diventa assordante, la voglia di urlare diventa irresistibile ed ecco che abbandona la pace del suo laboratorio per andare a lasciare un segno del suo dissenso. I luoghi simbolo dell’indifferenza e dell’abbandono (e dalle nostre parti ce ne sono tanti!!!) si popolano di pecorelle solitarie che al grido di “Nura Protesta” si fanno portavoce di un desiderio di riscatto. Fortunatamente il richiamo è stato sentito da tante sue colleghe creative che nel corso dei mesi hanno contribuito con lei a costituire un gregge numeroso di brebì’s che a Nura piace chiamare “ Pecore fuori dal gregge”.

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Ogni pecorella rappresenta una battaglia che sta a cuore a chi l’ha creata: Riciclella ad esempio è stata costruita con cerniere e bottoni dalla sua padrona che ha a cuore il riciclo, Licia è una dolcissima pecorella licenziata che simbolicamente sta su una barchetta con il suo fagottino e le lacrime agli occhi pronta ad abbandonare la sua bella isola. Naturella è una dolcissima pecorella in porcellana fredda che lotta perché la terra ricominci a respirare ed è accompagnata dalla fida Greenella a sostegno delle energie rinnovabili. Ci sono poi Maria Pia, Felix e Ariella che lottano contro l’anoressia, contro lo sfruttamento degli animali e a favore del trapianto di organi….e che dire della Pecora Precaria, della Pecora Civica e così di tutte le altre che potete trovare qui: https://www.facebook.com/NURAcreaSardegna/photos#!/photo.php?fbid=281325571942295&;set=a.275901562484696.63417.100001945639178&type=3&theater

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Quel che ammiro di Nura è che racchiude dentro di se ciò che di bello ha il popolo sardo, la fierezza, l’orgoglio, l’accoglienza, la cultura e una storia da raccontare e tramandare ma allo stesso tempo è riuscita a saltare il recinto dei muretti a secco, altro simbolo, aimè, che ci caratterizza, e a capire che l’unione fa la forza e che solo in questo modo si può sperare in un mondo più giusto.

Data la sua giovane età questo mi fa ben sperare e mi auguro non cambi mai, se non arricchendosi della saggezza che solo il tempo può dare.

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PS: Il gregge di Nura è sempre pronto ad accogliere nuove pecorelle ed è sempre in movimento in giro per la Sardegna: reduce dalla festa Shardana a Laconi le troverete il 14 Luglio all’ex vetreria a Pirri (Cagliari) in occasione della Mostra Handmade Vintage Rainbow Creative ore 11-21 https://www.facebook.com/events/236347509808442/)

 

Post 21 Giugno 2012

 

Ormai l’estate è arrivata: il mio giardino è popolato da ranocchie e grilli che allietano le serate, insieme a quel profumo inconfondibile che pervade l’aria la mattina presto e la notte. E’ in quei momenti che spalanco le porte e le finestre della mia casa che normalmente durante il giorno tengo ben chiuse per proteggerla dalla calura e dall’afa già insopportabile.

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Come avrete visto non ho molto tempo per scrivere..per fortuna ho tanto lavoro e anche se avrei tante cose e idee di cui parlarvi non riesco materialmente a sedermi al computer per metter tutto nero su bianco.

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La mia casa è un piccolo laboratorio ove si alternano pentole, teglie e mattarelli sempre caldi e pronti ad accogliere i miei esperimenti da pasticcera per le colazioni. Ogni tanto trovo il tempo per qualcuno dei tanti lavoretti che sto portando avanti ma purtroppo tutto procede a rilento…tante cose iniziate e chissà, quando le finirò ve ne mostrerò qualcuna.

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Le mie giornate sono scandite dai ritmi dei miei ospiti, dai loro racconti ed esperienze nella mia bellissima terra. A volte sembra di essere un po’ in vacanza anche a me: partecipare alla scelta delle spiagge o dei ristoranti e poi rincontrarsi per parlarne e scambiare le impressioni. E’ una gioia poter contribuire a far conoscere quanto bella e accogliente può essere la Sardegna, condividere l’emozione di una cena in un’atmosfera romantica sulla spiaggia o nel centro storico di Cagliari.

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A volte invece è disarmante ricevere un invito per un aperetivo o ricevere un foglietto con il loro indirizzo di casa e la preghiera di contattarli in caso di visita nella loro città. Cerco sempre di entrare in punta di piedi nei loro spazi e di garantire il massimo della privacy…per cui in queste situazioni, seppur orgogliosa mi sento in imbarazzo.

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Ieri ho accompagnato una coppia di giovanissimi ragazzi parigini all’aeroporto e al momento dei saluti mi hanno proposto di prendere l’aereo al loro posto, la malinconia dei loro sguardi mi ha fatto tenerezza…se sapessero quanto vorrei andarci a Parigi!

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Mi hanno promesso che torneranno ad Ottobre e chissà…magari poi partirò veramente anche io nella loro terra per una breve vacanza…per ora mi godo il mio mare.

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Buona estate a tutti,

Tiziana

Post 02 Giugno 2012

 

 

Oggi mi voglio riappacificare con la natura, quella natura che negli ultimi giorni ha regalato disperazione e tristezza a tanta gente, quella natura che in pochi secondi si è portata via delle persone che stavano lavorando nelle loro fabbriche non idonee ad una zona sismica, quella natura che ha distrutto paesi radendoli al suolo, azzerato il lavoro di anni di tanta gente che da oggi dovrà ricominciare da zero.

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Ho sentito spesso dire che “la natura si sta ribellando”: penso non sia così, o sicuramente non nel caso degli ultimi eventi. Semplicemente fa il suo corso così come lo ha sempre fatto da che esiste questo mondo. Noi siamo solo piccoli esseri indifesi di fronte alla sua potenza e niente possiamo se non rispettarla e prevenirla usando quel meraviglioso intelletto che Dio o la natura (c’è differenza?) ci ha dato. Peccato che spesso lo usiamo per altri fini meno nobili…e qui sta il problema penso!

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Ma non voglio entrare in discorsi troppo complicati per cui, come anticipato, cercherò di pensare per un attimo alle meraviglie che la natura ci regala ogni giorno. In effetti non è difficile..almeno per me: mi basta affacciarmi alla finestra o uscire in giardino per respirare, sentire, vedere odori, suoni e paesaggi fantastici.

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Mi basta anche stare 5 minuti al computer e vedere ad esempio la mia amica Tiziana del bellissimo blog “furighedda gardening” che si ferma in un campo incolto mentre torna da lavoro la sera, sicuramente stanca, affascinata dalle meravigliose fioriture selvatiche illuminate dalla tiepida luce del crepuscolo.

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Mi basta fare una passeggiata in macchina lungo la costa a 5 minuti da casa per rimanere senza fiato nell’ammirare il turchese del mare, le scogliere a strapiombo con i cespugli di mirto e lentischio sagomati perfettamente dal vento che crescono rigogliosi fino a lambire l’acqua salata.

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Non è forse poesia pura questa? E che dire del giardino delle foto che state guardando? Un luogo incantato dove, grazie alle cure amorevoli dell’uomo, la natura riesce a dare ed esprimere il meglio di se. Ho visitato questo luogo qualche settimana fa e ogni tanto vado a riguardarmi le foto cercando in esse la magia assaporata dal vivo. Il giardino in questione si chiama “La Pietra Rossa” ed è stato creato da Maurizio Usai che di lavoro fa proprio questo: creare giardini per la gioia dei nostri occhi.

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La Pietra Rossa è il Suo giardino: prima giardino della sua infanzia in cui precocemente, così ci ha raccontato, ai giochi da bimbo si sono sostituiti i primi esperimenti di giardinaggio con l’impianto di innumerevoli varietà alcune delle quali esistono ancora altre sono state sostituite negli anni man mano che il giardino cresceva e si arricchiva parallelamente al suo proprietario.

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Proprio lui recentemente mi ha fatto notare che nella vita, seppur tenendo gli occhi aperti e vigili sul male che avvolge la nostra società, bisogna trovare il modo di darci e di dare speranza per il futuro. Ed è per questo che ho pensato a lui scrivendo questo post.

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Può darsi che ammirare dei fiori non sia il modo migliore per ripartire e dare speranza in un momento come questo ma io ci provo a mio modo e con ciò che mi fa emozionare.

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Mi piacerebbe che tutti trattassimo questa terra come un grande giardino, consapevoli che la forza della natura è superiore alla nostra ma che, se curata con amore e affetto, ci può ripagare con dei doni preziosi e meravigliosi. E’ così difficile?

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Post 22 Maggio 2012

 

Domenica era il compleanno di un bellissimo bimbo di nome Stefano. La sua mamma nonché mia carissima amica Loredana mi ha chiesto di preparargli la torta ed ecco qua il risultato! Che ne dite?

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Mi piacciono molto esteticamente le torte decorate con la pasta di zucchero ma non amo tanto la classica torta americana poco farcita o farcita con crema al burro che trovo poco vicina ai nostri gusti oltre che un po’ pesante. D’altro canto non amo neanche le classiche torte con dentro la crema pasticcera…per cui vi propongo una versione di una torta farcita che faccio spesso e che riscuote sempre tanto successo. Ho trovato la ricetta su internet e l’ho fatta mia! Forse una torta così ricca non è adatta ad essere rivestita con la pasta di zucchero…infatti le mie torte sono sempre un po’ lucidine e non perfette come quelle che si vedono in giro..ma preferisco sacrificare un po’ l’aspetto estetico….dopotutto le faccio per me ed i miei amici. Vi propongo per ora la ricetta della torta e non di come si esegue la decorazione…il post diventerebbe troppo lungo e il mondo della sugar art è immenso per cui magari rimandiamo il tutto ad un articolo apposito (con la premessa che io sono una novellina!!). Ciò che vorrei capiste è che comunque questa torta è deliziosa anche senza la decorazione che ho fatto io: ad esempio in estate potete prepararla e congelarla e servirla a fettine come un semifreddo per una cena. Potete anche darle la forma che volete ad esempio montandola in uno stampo da plumcake in modo che alla fine risulti tipo un tronchetto o una viennetta. Oppure, altra opzione ancora più chic, potete organizzarvi dei piccoli semifreddi monoporzione montandoli dentro delle piccole vaschette di alluminio da sformare al momento del bisogno. In tal caso potreste usare anche dei ritagli di torta ad esempio…insomma i miei sono solo degli spunti che potreste sfruttare scatenando la vostra fantasia.

Torta Estasi

  • Pan di Spagna al cacao

180 g di zucchero

120 g farina 00

40 g cacao amaro

7 uova

½ baccello di vaniglia

Montare per circa 30 minuti (io uso il Kenwood chef) le uova intere con lo zucchero e la vaniglia. Alla fine le uova dovranno essere gonfie e spumose come quelle della prima foto. Nel frattempo setacciare insieme farina e cacao e aggiungerle alle uova in 2 o 3 volte mescolando a mano delicatamente dal basso verso l’alto facendo attenzione a non smontare il tutto. Mettere l’impasto in una teglia imburrata da 24 cm e infornare a 180°C verificando la cottura con uno spiedino di legno che dovrà essere asciutto.

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  • Crema di cioccolato al latte

2 fogli di gelatina pane angeli (4g)

200 g di cioccolato al latte

125 ml di latte

250 ml di panna fresca

Far ammorbidire la gelatina in acqua fredda per 15 minuti. Far bollire il latte e versarlo sul cioccolato tagliato a pezzetti, aggiungete la gelatina strizzata e lasciar intiepidire. Incorporare la panna montata con una spatola prima che la crema si sia rassodata completamente fino ad ottenere una consistenza schiumosa. Conservare in frigorifero.

 

  • Crema leggera alle nocciole

100 ml di latte

½ bacca di vaniglia

30 g di zucchero semolato

25 g di tuorli (1 tuorlo grande circa)

10 g di amido di mais

200 ml di panna fresca

50 g di pasta di nocciole

 Scaldare il latte con la bacca di vaniglia incisa. Intanto montare i tuorli con lo zucchero e l'amido fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Diluirlo con il latte bollente dal quale avrete eliminato la vaniglia e far cuocere a fuoco basso mescolando con una frusta fino ad ottenere una crema vellutata. Quando è quasi fredda (proteggere con una pellicola appoggiata sulla superficie per evitare che si asciughi!) incorporare la pasta di nocciole e la panna montata sempre molto delicatamente!! Far rassodare benissimo in frigo prima dell’uso.

 

  • Nocciole pralinate

200 g di zucchero

200 g di granella di nocciola tostata

Qualche goccia di acqua

 Far sciogliere lo zucchero in una padella antiaderente con qualche goccia di acqua. Quando è sciolto e appena dorato aggiungere le nocciole e mescolare velocemente con un cucchiaio di legno. Mettere il tutto su un foglio di carta forno precedentemente preparato e adagiare un altro foglio sopra. Stendere velocemente con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia abbastanza sottile.

 

  • Bagna alle nocciole

50 g di zucchero semolata

100 ml di acqua

20 g di pasta di nocciole

30 g di liquore alla vaniglia

 Far sciogliere a fuoco basso lo zucchero nell'acqua; al primo accenno di ebollizione togliere dal fuoco, aggiungere la pasta di nocciole mescolare bene per amalgamarla. Lasciare raffreddare e aromatizzare con il liquore.

 

  • Ganache al cioccolato al latte

300 g di cioccolato al latte

200 ml di panna fresca

50 g di burro a temperatura ambiente

 Sminuzzare il cioccolato e unirlo al burro in una ciotola. Portare la panna quasi ad ebollizione e unirla al cioccolato mescolando finchè il tutto non è omogeneo. Coprire e mettere a rassodare in frigorifero. Usare quando è densa (tipo nutella).

 

Montaggio della torta:

 

  • Munirsi di un cerchio di acciaio oppure rivestire una teglia tonda della stessa misura della torta con pellicola trasparente.
  • Dividere il pan di spagna in 3 dischi utilizzando un coltello lungo e sottile tipo quello per i salumi. Sistemare il primo disco sul fondo del cerchio di acciaio (a sua volta già sistemato su un vassoio) o entro la teglia rivestita.
  • Bagnare con lo sciroppo preparato e versare sopra la crema al cioccolato al latte stendendola bene con una spatola.
  • Sistemare sopra il secondo disco di pan di spagna e bagnare con lo sciroppo.
  • Sistemare sopra il pan di spagna le nocciole pralinate tagliate in un unico disco o a pezzetti messe vicinissime come nella foto: dovrete ricoprire quasi tutta la superficie. Sopra le nocciole spatolare la crema alle nocciole ben fredda ed infine sopra di essa l’ultimo disco di pan di spagna che dovrete bagnare un po’ ma non eccessivamente.
  • A questo punto ricoprire con la pellicola e mettere a rassodare benissimo in frigo o in freezer. Io consiglio il freezer soprattutto per chi ha usato la teglia anziché il cerchio di acciaio.
  • Quando la torta è bella soda (tipo un semifreddo) sfilare il cerchio (o toglierla dalla teglia insieme a tutta la sua pellicola, rimuovere la pellicola e con le mani pulitissime o con dei guanti sistemarla delicatamente nel vassoio. Ecco perché deve essere quasi congelata, dovete poterla maneggiare con le mani!).
  • A questo punto rivestitela completamente con la ganache al cioccolato: dovete creare una bella barriera tra l’interno e l’esterno, cercate di livellare le irregolarità in questa fase, raddrizzando eventuali difetti. In pratica è come se doveste intonacare la torta usando la spatola e taaaanta pazienza. L’ideale è lavorare su un piano rialzato magari girevole. Io non sono brava e infatti le mie torte son sempre storte ;-)
  • Rimettete in frigorifero e solo quando la ganache sarà bella soda potrete passare alla fase di decorazione con la pasta di zucchero….oppure decorate con ciuffetti di panna e mangiare così ;-)

 

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TEMPI DI PREPARAZIONE

In genere procedo cosi: preparo il pan di spagna 2 giorni prima del giorno in cui devo servire la torta e lo lascio assestare per un giorno o a temperatura ambiente avvolto dalla pellicola o in frigorifero sempre perfettamente coperto in modo che non si asciughi e rimanga morbido.

Il giorno prima del servizio preparo tutte le creme, la ganache, la bagna e le nocciole pralinate, lascio raffreddare il tutto e procedo al montaggio della torta. A questo punto metto tutto in frigo o in freezer in modo che tutti i sapori abbiano il tempo di amalgamarsi e che la torta risulti bella bagnata (a me piace così). Il giorno del servizio si completa con la decorazione e si serve. Come ho già detto potete anche decorarla classicamente con ciuffetti di panna montata distribuiti con la sac a poche. In caso usiate la panna fresca (vale anche per quella che usate per le creme) ASSAGGIATELA SEMPRE prima di usarla!! E’ un alimento molto delicato e talvolta anche se non è in scadenza si deteriora…mi è capitato più di una volta.

 

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 Infine ringrazio Anna (Torte decorate di Anna), per i suoi preziosi consigli sulla sugar art e Francesca Serra (Dolce Kaya Macarons ) per avermi fatto conoscere il magnifico mondo delle ganache che sono veramente facilissime da preparare e utilissime in pasticceria!

Post 14 Maggio 2012

 

Ci sono delle persone che segnano la tua vita per sempre sia in senso positivo che in negativo. A me è capitata sia l’una che l’altra opzione e tra l’altro proprio nello stesso periodo ma fortunatamente la prima ha avuto il sopravvento sulla seconda. Non so se per la condivisione di momenti terribili e di grande sofferenza su cui preferisco sorvolare, oppure semplicemente per “affinità elettive”, sta di fatto che, quando condividi tante ore della giornata con un gruppo di persone è facile che queste diventino parte della “tua famiglia” e, anche se e quando questa quotidianità dovesse interrompersi, loro rimangono tali. Forse qualcuno leggendo non condividerà quanto sto dicendo….dopotutto si tratta di colleghe di lavoro e per la maggior parte della gente che conosco i rapporti finiscono nel momento del timbro del cartellino dopo le 8 ore lavorative. Ma per me è stato molto di più…non con tutti ovviamente.

luana 1

Compagne di lavoro meravigliose, persone motivate e competenti che mi hanno dato tanto sotto il profilo professionale così come io ho provato a fare nel mio piccolo con loro. Compagne di risate, di lacrime, di mangiate, di viaggi, di momenti di intimitò. Compagne che hanno partecipato ad alcuni dei momenti più significativi della mia vita come la nascita della mia famiglia così come io ho condiviso la nascita della loro in molti casi. Ora non c’è più il rapporto e l’incontro quotidiano e spesso si fa fatica a incrociarsi anche per telefono o con un semplice messaggino.

lu 

Tutte prese da mille cose, mille progetti vecchi e nuovi o semplicemente prese dal vortice della vita. Ma quando riusciamo a metterci d’accordo e a stare insieme un paio di ore, spesso complici compleanni e festeggiamenti vari, sembra che il tempo non sia mai passato e non vorresti andare mai via. Anche se la tua vita e bellissima e magari quello che ti aspetta dopo è stimolante….vorresti star lì, vorresti che il tempo per un attimo si fermasse per assaporare il più a lungo possibile quella complicità che ti scalda tanto il cuore!

 

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